ANZIANI, VECCHI, BAMBINI

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di Lory B.

A me piacciono i vecchi. Mi sono sempre piaciuti i vecchi. Non quelli che oggi chiamano “anziani” ma i vecchi, quelli che, anche se sono pimpanti, arzilli svelti e giovanili, sanno fermarsi per mostrare, spiegare, raccontare.

Quando avevo quattro o cinque anni aspettavo, insieme a mia sorella e ai nostri cuginetti più o meno tutti della mia età, che il nonno tornasse dalla campagna. Attendevamo che si lavasse e cambiasse i pantaloni e la camicia sempre macchiati dalla stalla e che si sedesse vicino all’uscio di casa.

Ci raccontava di quando doveva scappare dai tedeschi e di quando i carrarmati passavano sul ponte del paese, vicino al castello, e lui pensava che non sarebbe riuscito ad arrivare alla bottega del paese per prendere il pane per la famiglia.

Noi bambini lo ascoltavamo con gli occhi spalancati dalla paura e quando diceva che era riuscito a tornare a casa sano e salvo, tiravamo un sospiro di sollievo. Gli chiedevamo quanto pane era riuscito a far segnare sul libretto dei conti dell’Amelia, quella del negozio che vendeva un po’ di tutto,con la spesa che si pagava a rate, alla fine di ogni mese.

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E quando ci raccontava della Gina? La Gina era la mucca più grande della stalla, la prima che era arrivata ed era la sua preferita perché diceva che quando la chiamava, lei gli rispondeva così potevano chiacchierare un po’ per passare il tempo, mentre lui la mungeva e lei gli dava il latte da portare a casa. Noi bambini non gli credevamo e ridevamo come matti seduti per terra tutti attorno al nostro narratore preferito, mentre lui si dava delle grandi pacche sul ginocchio giurando che era vero, ed era talmente serio che quasi quasi gli credevamo.

Sono tante le storie che ricordo e che mi hanno aiutata a crescere ed oggi, che sono più che adulta e non ho bambini a cui raccontare qualcosa. Cerco ancora quelli più vecchi di me, quelli che sappiano avere sempre quella fantasia che mi permetta di poter mantenere quel pizzico d’infanzia che non mi faccia essere semplicemente “anziana”, ma che mi trasformi in una una vecchia signora anche un po’ saggia, pronta a raccontare storie a chi abbia voglia d’ascoltare.

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