LA COLPA DELLE VITTIME

di Marina Garau Chessa

Le notizie vanno veloci nell’epoca di Internet, e altrettanto veloci sono i commenti di chi le legge, soprattutto su Facebook. È incredibile come, qualsiasi sia la notizia, si trovino sempre delle giustificazioni per il colpevole e qualche colpa alle vittime. Per il colpevole si va dall’ignorare il fatto al “ma si sa che le cose vanno così”, passando per il “alzi la mano chi non ha mai sbagliato, siete tutti santi”.

E mentre il colpevole, almeno dal punto di vista mediatico, la passa liscia, la vittima sembra sempre essersela andata a cercare, soprattutto se si tratta di una donna. Spesso, cosa decisamente più grave, sono proprio le donne ad accanirsi, dando per certa la provocazione. Il colpevole, quindi, “reagisce” e non “agisce”.

Sotto un post di una violenza sessuale, si leggono frasi come “bastava non indossare una minigonna” o “non avrebbe dovuto girare da sola di notte”. No, bastava non violentarla! La violenza sessuale, oltre a non essere nel carattere degli uomini assennati, è un reato.

Viene fuori la notizia della diffusissima abitudine, in tutti i settori, di chiedere sesso in cambio di lavoro. “Bastava non dargliela” o “sì, ma è così dappertutto” , o ancora “si chiama prostituzione”. No, bastava non chiederla! Prima di discutere di quale sia il comportamento più adeguato da adottare, dovremmo discutere del fatto che non si dovrebbe offrire lavoro o minacciare l’interruzione di carriera in cambio di sesso.

Il giornale riporta la notizia dell’omicidio una donna, e le reazioni vanno dal “bastava lasciarlo alla prima violenza” al “ma non se n’era accorta?” e molto altro. No, bastava non minacciarla, picchiarla ed ucciderla.
Dovremmo discutere dei colpevoli e delle loro responsabilità, perché è proprio questo il motivo per il quale viviamo in una società che preferisce insegnare alle donne a difendersi piuttosto che insegnare agli uomini a rispettare le donne.

Perché, in una società del genere, una donna dovrebbe trovare il coraggio di chiedere aiuto? Come si fa, vivendo in una società simile, a trovare il coraggio di denunciare? Come si fa ad andarsene, quando le stesse persone che scrivono sono le stesse che, di persona, ti chiudono la porta in faccia?
Allora cominciamo a parlare dei colpevoli, delle azioni che costituiscono reato e di come abbiamo fatto, in una società che si dice civile, a creare persone simili. E poi, forse, potremo parlare delle vittime. Forse.

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2 commenti su “LA COLPA DELLE VITTIME

  1. Meno male che qualcuno ha le palle per scriverlo. Sembra che chi subisce deve poi anche giustificarsi per la situazione in cui si è trovata. brava!

    1. Grazie per il commento! Si tratta probabilmente di un parere impopolare, visto che l’atteggiamento più diffuso è quello opposto. Ma ci tengo, e credo che metterlo per iscritto sia un modo per cominciare a cambiare. Il fatto che qualcuno condivida la mia opinione mi fa ben sperare, grazie.

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