«BUON VENTO!»

di Francesca Arca

“Buon vento” è un augurio che si usa tra marinai, tra chi ne capisce di barche, tra chi sa navigare a vela, tra i membri della marina militare… l’ho sempre trovato molto affascinante. Non so perché. Forse perché ho sempre provato un certo timore per il mare, pur sapendo nuotare abbastanza bene. Si dice che che se si va per mare – così come quando ci si immerge, o semplicemente si fa una nuotata più impegnativa di qualche bracciata vicino alla spiaggia tenendo d’occhio l’ombrellone – bisogna scegliere i giusti compagni, quelli che non perdono la calma, nei confronti dei quali si ha fiducia e che saprebbero cosa fare in caso di urgenza. Questo è ciò che mi sono sempre sentita ripetere.

ph. Mariano Marcetti – “Le Vele” del Maestro Roberto Ziranu

“Buon vento”, oltre ad avere una certa potenza lirica, racchiude un senso profondo che non si limita solo a chi va per mare. Il vento buono – quello che gonfia le vele con facilità, quello non eccessivamente violento, quello che siamo in grado di domare con lo sforzo del corpo e con l’intelligenza della rotta – è qualcosa che si può augurare a chiunque. Il buon vento va oltre il concetto di fortuna: è qualcosa che va cercato con sforzo, accolto e ringraziato.
Personalmente non credo esista un migliore augurio, anche per coloro che il mare non lo amano o lo frequentano distrattamente; anche per coloro per i quali è sinonimo di sole e relax vacanziero… niente di più. Sarà forse che il mio rapporto col mare, nel bene e nel male, è sempre stato di rispetto, timore e fascinazione. Il mare insegna tanto, così come in mare ogni rapporto cambia spessore. Il mare unisce e salda o separa inevitabilmente.

Ecco perché serve “buon vento e mare calmo” ad ognuno di noi. Dovremmo scegliere le persone che ci stanno intorno così come sceglieremmo i compagni di vela, i compagni di un lungo viaggio per mare, quelli con cui nuotare in mare aperto; muovendoci con loro come un piccolo equipaggio, in cui ognuno abbia il proprio compito e si renda disponibile – per ciò che sa fare e per lo sforzo che è in grado di produrre – ad accogliere il buon vento, ad andargli incontro, a dispiegare le vele in attesa che si gonfino.

ph. Rizzo&Marcetti – “Le Vele del Maestro Roberto Ziranu”

Augustus Hare diceva che «il pensiero è il vento, la conoscenza è la vela, e l’uomo è la nave». Se questo è vero, vorrà dire che il mare non può che essere la vita di ognuno di noi… e come possiamo affrontare il mare senza che ci distrugga? Con il buon vento, con delle vele ampie e con una nave retta da un capitano che sa quello che fa. Il mare vince sempre. Quindi tanto vale vivere affidandoci al pensiero, che genera conoscenza e che è l’unica cosa in grado di farci percorrere bene la vita, per ciò che ci è possibile, ognuno secondo ciò che può… e con persone che percorrono la nostra stessa rotta.
Auguriamoci “buon vento”, auguriamocelo sempre.

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4 commenti su “«BUON VENTO!»

  1. Grazie di cuore cara Francesca, bellissimo pensiero, quasi una poesia…
    io non sono marinaio, non conosco i venti, non navigo, ma ho questa passione pazza di creare vele di ferro, poggiate su basi di ginepro modellate dal vento, …..buon vento a tutti.

    Ci vediamo al GHETTO il 1 settembre alle 19,00

    1. Grazie mille, Roberto! Dalla prima volta che ho visto le “Vele” ho pensato a questo augurio così bello! (Francesca)

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