IN E OUT (dentro e fuori)

di Francesca Arca

Cosa andrà di moda quest’estate? No, non è l’ennesimo post modaiolo. Lasciamo ad altri il compito di insegnarci quale sia il colore da usare in spiaggia e i rimedi dell’ultimo minuto per tornare in forma in due giorni promettendoci di riuscire a passare la prova costume al primo tentativo! Proviamo piuttosto a pensare a ciò che accade qui dentro e ciò che invece si svolge là fuori. E’ chiaro che stiamo parlando di internet.

Molti fanno la distinzione tra “virtuale” e “reale” probabilmente perché risulta più immediatamente comprensibile l’illusione che ciò che si svolge dentro le maglie della rete sia meno reale di quello che accade nel quotidiano. A ben riflettere non c’è nulla di più falso. Il fatto stesso che la rete esista e sia contenitore di rapporti, scambi e condivisione la rende del tutto reale, allo stesso modo in cui è reale il cameriere a cui chiedo un caffè ogni mattina e di cui magari ignoro il nome. “L’ho letto su internet” è il nuovo “l’hanno detto in televisione” così come “l’ho conosciuto su Facebook” è il nuovo “me l’hanno presentato degli amici”. Visto che quindi non è il grado di “realtà” che differenzia ciò che accade in rete da ciò che accade fuori dalla rete, attraverso cosa possiamo tracciare il confine che divide due mondi che comunque sono, per forza di cose, diversi?

Credo che sia un problema di concretezza; la stessa concretezza che ci rende indifesi nella differenza tra ciò che siamo e ciò che vogliamo apparire. Diffido di chi dice che la rete è zeppa di menzogna. Ritengo che in rete ci sia lo stesso grado di falsità che troviamo nella vita reale ma è certo che dietro uno schermo siamo tutti più bravi a denunciarne l’esistenza, chiaramente non sentendoci mai parte integrante della cosa.

La concretezza invece rende la comprensione più facile. Mi è capitato una miriade di volte di notare quanta differenza ci sia tra l’atteggiamento social e quello nel quotidiano. Simpatiche signore attempate che nella vita reale portano vestitini fiorati diventano sul social agguerrite femmine che si contendono le attenzioni del maschio di turno, uomini in apparenza pacati possono diventare belve dall’insulto facile, ragazze dimesse criticano con livore la bellona di turno, uomini con la pancia alla Homer Simpson si scagliano contro l’attrice ingrassata dandole della cessa nemmeno la sentenza provenisse da Brad Pitt.

Diciamo che la concretezza stempera vagamente il senso di impunità dato dallo schermo. Quindi ciò che è dentro la rete è certamente molto reale ma se non passa la prova del nove della concretezza rimane comunque in un limbo fumoso in cui possiamo sempre raccontarcela a nostro uso e consumo e il disagio che si crea nei rapporti quotidiani è più che visibile. Siamo abituati a mandare cuoricini in chat a persone che probabilmente stenteremmo a salutare con due baci sulla guancia. Accertatevi di chi sta dietro quello schermo, nel bene o nel male. Potreste anche rimanere sorpresi in positivo. Portate “out” tutto quello che è “in”… non sarà di moda ma forse aiuta a ricordare che siamo immagini in 3D, almeno per ora.

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3 commenti su “IN E OUT (dentro e fuori)

  1. “Cosa andrà di moda questa estate?”
    Certo, non è un imperativo, ma la domanda, come si dice ancora, sorge spontanea!
    Internet, come credo nella mia ignoranza informatica, oggi e per tutti coloro che lo usano e ne abusano, è come l’acqua che serve al nostro corpo e d’estate di più. Senza di essa puzziamo, siamo out nella comunità, e non è moda! Paragone banale, se vuoi, però vitale se paragonato ad una necessità, come è da tempo Internet.
    Che non è di moda, è necessario, appunto, in tutti i campi, informa, comunica all’istante, ti fa aprire la bocca, in virtuale, con quelle faccine, a volte, pure spregiudicate ma significanti.
    E dopo disinforma, anche perchè ti fa accedere ad una serie infinita di notizie e notiziole delle quali potresti benissimo fare a meno.
    Però serve, ma dico…che non ci asserva alle sue “virtualità” che, se badate bene, ci “strangolano” in quella specie di moda i cui abiti non avremmo mai voluto indossare.
    Eppure, vivendo la nostra realtà, vera, quotidiana, ci lasciamo prendere, spero con coscienza, da questa moda che non è moda, ma una forma altra di intercomunicare, mai tralasciando l’etica e il rispetto dell’altrui opinione.
    C’è da aggiungere, come dice Francesca, che Internet ti permette di sembrare, di anonimarti, di essere un nik e di dire tutte le scemenze (solo?) di questo mondo e magari si fanno leggere, e seguire anche oltre quella decenza che i vari providers raccomandano.
    Ma gli è che quando sei lì, dentro miliardi di notizie, in tutte le lingue spalmate, un po’ di curiosità ti prende, o no?
    Eccoti allora! Sei alla moda e la segui, anche se l’estate continua a bruciarti e la colpa è solo la tua!
    Ti ci immergi, mi immergo anche io, in questa moda, ma fino al collo, perché voglio respirare la mia aria, il mio vento, perché voglio sentire, perché voglio vedere la mia, la nostra realtà, e non quella travisata, un po’ necessaria, ma che ci tiene in allerta, in compagnia di un sano pensare, autonomo, senza pregiudizi, a viso aperto, nome e cognome,…ma non so se va ancora di moda!

    Gavino

    1. Grazie come sempre, Gavino, per il tuo contributo! Sei capace di offrire spunti di riflessione che sono vitali in questo mondo privo di pensiero. Se mai volessi contribuire con qualcosa di tuo al nostro blog saremmo felici di poter ospitare i tuoi scritti. (Francesca)

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